Erba di San Giovanni: usi e leggende tra sacro e profano

…L’antica sapienza già lo indicava come potentissimo strumento contro Satana e le sue opere, intese appunto a gettare il cristiano nei regni infernali per bruciare nelle fiamme eterne” (Manlio Barberito).

L’Hypericum perforatum L. (Erba di San Giovanni, erba caccia diavoli, erba fuga demoni, millebuchi, pilatro, ossi di grillo) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Hypericaceae. Si tratta di piante distribuite in tutto il mondo, erbacee, arbustive e arboree. Si distinguono per foglie semplici, opposte e verticillate. Fiori unisessuali o bisessuali, raccolti in cime, pannocchie o solitari. Il frutto è una capsula o bacca. Caratteristiche sono le ghiandole diffuse su tutti gli organi che producono un succo resinoso giallastro o verdastro. Al genere Hypericum appartengono erbe, arbusti e alberi dotati di foglie opposte, semplici e fiori gialli pentameri. Il frutto è di solito una capsula, raramente una bacca. Gli olii essenziali prodotti dalle loro ghiandole vengono utilizzati da sempre in medicina per le loro diverse proprietà.

L’etimologia del genere è alquanto dibattuta: secondo Ippocrate e Dioscoride, il nome deriva dal greco “yper”, “sopra”, e“eikon”, “immagine”. Letteralmente, “al di sopra”, ossia più forte delle apparizioni del’oltre tomba, delle ombre e degli spiriti. Linneo invece, propone un’etimologia diversa: “yper”, “sopra” ed “eicos”, “somiglianza”, in quanto sui petali sembra essere visibile un elemento simile a un’immagine. L’epiteto specifico fa riferimento invece alla punteggiatura delle foglie.
L’Hypericum perforatum si presenta come una pianta erbacea perenne, glabra, alta dai 60-70 cm, verde glauca. Il fusto si presenta prostrato e lignificato alla base, poi eretto o ascendente. I rami orizzontali sono afilli e più o meno arrosati mentre quelli eretti sono fioriferi, percorsi da due linee longitudinali sui lati alterni degli internodi successivi. Le foglie sono opposte, lanceolate, sessili o quasi e coperte di ghiandole traslucide, visibili in trasparenza, mentre presentano ghiandole scure sul bordo. L’infiorescenza si presenta a corimbi multifloro con sepali lesiniformi, interi, acuti, punteggiati e petali ellittici (6 x 10-12 mm), gialli e ghiandolosi sul margine, dentellati e spesso asimmetrici. Le brattee sono strettamente lanceolate (1 x 5 mm). L’antesi va da aprile-maggio ad agosto.

La forma biologica è Emicriptofita scaposa (H scap), quindi piante perennanti per mezzo di gemme poste al livello del terreno. L’Hypericum perforatum è distribuito comunemente in tutta Italia, da 0 a 1600 m s.l.m., e si rinviene in una molteplicità di ambienti: prati aridi, boscaglie, margini forestali, margini stradali ed incolti. Può considerarsi infatti una specie ubiquitaria. La forma corologica è Subcosmopolita.

Simbolo di vittoria sul male, magia buona e protezione dalle arti malefiche, l’Erba di San Giovanni viene considerata da una tradizione millenaria la panacea di tutti i mali, con forti poteri magici. Durante le Crociate, i Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme lo utilizzavano per curare le ferite dei combattenti. In passato, molte infermità venivano curate somministrando una pianta dalle forme simili alla parte del corpo danneggiata. Questa pratica prende il nome di “dottrina dei segni”. In apparenza l’Iperico non presenta somiglianze morfologiche a nessun organo umana, ma i Cavalieri consideravano le ghiandole trasparenti presenti sulla superficie delle foglie alla stregua di perforazioni dovute ad armi da taglio e ustioni. Questa caratteristica spinse i contadini dalla Vandea a sceglierlo come simbolo del corpo di Cristo martoriato, tanto che, come riferisce Louis Charbonneau-Lassay, assunse il nome di “Erba della flagellazione”. Attualmente viene impiegato in numerose preparazioni per le sue proprietà antisettiche, cicatrizzanti, decongestionanti, balsamiche, antinfiammatorie, antivirali, antieritematose e sedative. Inoltre, grazie al suo contenuto di serotina, attiva a livello nervoso, è stato utilizzato con successo da alcuni psichiatri americani contro la depressione. Per la preparazione dei rimedi, vengono utilizzate, rigorosamente fresche, foglie e sommità fiorite, raccolte da giugno ad agosto. Esse contengono antrachinoni (ipericina), flavonoidi semplici (iperoside e rutina), tannini, iperforina e olio essenziale. Il preparato più importante e sicuramente più efficace è l’oleolito di Iperico, utilizzato per curare scottature e piaghe, per il trattamento di ustioni, eritemi solari, ferite, mialgie e psoriasi. L’unguento si rivela utile per contusioni e distorsioni, mentre si può preparare un infuso per uso esterno, efficace nella detersione delle ferite. Per uso interno, viene preparata una tintura o estratto oleoso, da impiegare nelle forme lievi di depressione. L’Iperico si dimostra molto utile nelle affezioni catarrali croniche e come balsamico. Anticamente veniva utilizzata anche per gli ossiuri. In cosmetica, viene utilizzato con funzione eudermica e astringente su tutto il corpo, contro le pelli che avvizziscono. In passato veniva impiegato anche per i morsi di serpente. Possiede inoltre proprietà foto-sensibilizzanti: gli animali che se ne sono cibati diventano particolarmente sensibili alla luce solare. Alcune zone dell’epidermide perdono infatti pigmentazione, e, se esposte al sole, sono soggette a forte prurito. L’iperico inoltre trova impiego nella preparazione di liquori, grazie alle sue proprietà aromatiche e digestive. Con i frutti seccati, anticamente, veniva preparato un tè.
Sepali e petali, se strofinati tra le dita, secernono dai peli ghiandolosi dei pigmenti di colore rosso, che secondo la tradizione cristiana, rappresenterebbe il sangue di Giovanni Battista, versato con la sua decapitazione. Il nome “Erba di San Giovanni” sembra derivare dalla tradizionale raccolta dell’Iperico durante la notte del 24 giugno, giorno in cui si rievoca il martirio del santo. Fin dal paganesimo, questa essenza veniva raccolta e bruciata dentro i fuochi del solstizio per augurare la buona ventura e per tenere lontana la sfortuna oltre che presenze oscure come diavoli, streghe folletti e fate (Lapucci & Antoni, 2016). In Germania, anticamente, l’Iperico prendeva il nome di Johanniskraut (erba di San Giovanni), perché chi la trovava per la strada nella notte della vigilia, in cui le streghe si recavano al convegno annuale (tregenda), se ne proteggeva infilandolo sotto le vesti insieme ad altre erbe quali aglio, artemisia e ruta. Successivamente, tutte le tradizioni solstiziali, vennero sposaste nella notte del 24 giugno. Già dal Medioevo, durante la notte “magica”, si ponevano mazzi di Iperico sotto il cuscino, con la convinzione che il santo proteggesse il dormiente dalla morte per un anno. Mazzetti di Iperico venivano inoltre appesi alle finestre e sulle porte per impedire ai demoni di entrare nelle abitazioni. Da qui il nome “Scacciadiavoli”. I cavalieri, durante i combattimenti, ne portavano alcuni ramoscelli sotto l’armatura, mentre le donne, per proteggersi dalle violenze sessuali, lo nascondevano sotto le vesti. Nei casi di esorcismo, quando le preghiere si rivelavano inutili a liberare una donna indemoniata, si ponevano delle foglie tra i seni e altre venivano sparpagliate per tutta l’abitazione. In molti paesi europei, in passato, coloro che danzavano intorno ai fuochi nella notte di San Giovanni, si cingevano le tempie con le fronde di questa essenza. Una volta spenti i fuochi, i ramoscelli venivano gettati sui tetti delle case per proteggerle dai fulmini.

Iperico, lavanda, mentuccia, ginestra, ruta, rosmarino, salvia, noce, lavanda, rosa, alloro, finocchio selvatico costituiscono solo alcune delle essenze che vengono utilizzate per la preparazione dell’acqua profumata di San Giovanni. Essa, una volta pronta, viene tenuta fuori per tutta la notte. La mattina seguente, tutte le donne di casa devono lavarsi con quest’acqua, assicurandosi buona salute e pelle liscia e levigata. Se ci sono ragazze in cerca di marito, esse devono lavarsi pensando intensamente al proprio amato, affinché riescano a sposarsi entro l’anno. Nell’antica Roma la pianta era sacra a Giove e considerata il simbolo della luce che disperde l’oscurità, mentre nella mitologia nordica, la pianta è sacra al dio Balder.
Un altro iperico, l’Hypericum tetrapterum Fr. (Erba di San Giovanni alata), essenza dei luoghi umidi distinta per il fusto alato, è molto utilizzato nei paesi anglosassoni per respingere malattie e malocchi. Per la sua efficacia, è necessario trovarlo per caso e metterlo sotto l’ascella sinistra. Il suo impiego è legato soprattutto ai fantasmi delle case inglesi. Leggenda vuole che in un palazzo londinese del XVII secolo, un fastidioso fantasma agitava i tendaggi nella notte. Il padrone di casa si rivolse non a un esorcista ma un medico, che riuscì a scacciare la presenza ponendo sotto il cuscino dell’interessato un mazzetto di H. tetrapterum.

Curiosità: la presenza di una grande quantità di iperico nel foraggio, può causare un viraggio al rosso del colore del latte. Questo fenomeno era considerato segno di malocchio.

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