Assenzio: l’erba amara degli antichi

 

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L’Artemisia absinthium L. ( Assenzio maggiore o Assenzio romano ), appartiene alla famiglia delle Asteraceae. Si tratta di una pianta perenne, con forma biologica Ch Suffr – Camefita suffrutticosa. Presenta un altezza da 40 cm a 1 m, portamento cespuglioso con fusto eretto, legnoso alla base, scanalato, lanuginoso e dalla caratteristica colorazione verde argenteo. Le foglie basali sono profondamente incise ( 2-3 volte pennatosette ) e picciolate ( 5-1o cm ), mentre le foglie cauline sono più piccole ( 3-4 cm ) e subsessili. Presentano pagina superiore con colorazione grigio-verde, simile al fusto, mentre la pagina inferiore è setosa al tatto e ha colorazione bianca. I fiori, evidenti da Luglio a Settembre, sono raggruppati in lunghe pannocchie fogliose. Sono tubulari con colorazione gialla, riuniti in capolini ovoidali e penduli, di 3-4 mm. Il frutto è un achenio liscio. Tutta la pianta presenta un odore fortemente aromatico.

L’Assenzio è diffuso in tutta Italia tranne che nelle isole. Abita incolti e zone ruderali aride da 0 a 1100 m s.l.m. In Europa è comunemente diffuso tranne che nel Nord.

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Artemisia absinthium L. – Particolare infiorescenza

 

Fin dai tempi antichi viene apprezzato e utilizzato per le sue proprietà terapeutiche. Già gli Egizi, nei loro scritti, ne consigliavano l’uso, così come i Celti e gli Arabi. Una testimonianza più recente ( 1588 ) ci viene data da Tabernaemontanus, medico e botanico tedesco, che nella sua opera Eicones Plantarum, ne consigliava l’uso alle persone di “cattivo carattere“. Il suo nome specifico deriva dal greco e significa “privo di dolcezza“. Tutta la pianta ha un sapore estremamente amaro che lo rende difficile da utilizzare per molte persone, tanto che nelle Sacre Scritture, l’Assenzio simboleggiava i dolori della vita. I principi attivi contenuti nella pianta sono molteplici : glucosidi ( absintina ), tannino, acidi organici, resine, olio essenziale con absintolo e tujone. Le foglie e le infiorescenze vengono raccolte e utilizzate in decotto come tonico, aperitivo, eupeptico (digestivo), antielmintico (vermifugo). Per lavaggi esterni è utile come antisettivo e vulnerario ( Tammaro, 1984 ). L’Artemisia absinthium ha grande importanza nella liquoreria, sopratutto nella produzione di vermouth. Molto in voga nel XIX secolo, l’absinthe, il liquore a base di assenzio, ha causato non pochi problemi a chi ne abusava. Il consumo prolungato, infatti, risulta tossico.

L’uso abruzzese tipico dell’Assenzio viene riportato da Tammaro in Flora officinale d’Abruzzo: le infiorescenze vengono mescolate insieme alle radici di un altra specie cara agli abruzzesi, la Genziana maggiore ( Gentiana lutea L.). Il preparato che si ottiene viene bevuto come digestivo e antielmintico. La polvere di assenzio è cimicifuga. Il succo delle foglie triturate viene bevuto in poche gocce come vermifugo.


ATTENZIONE: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi officinali sono riportati per puro scopo informativo, pertanto declino ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, alimentare o estetico. 


PRINCIPALI FONTI :

PIGNATTI S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna

CONTI F., ABBATE G., ALESSANDRINI A., BLASI C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

TAMMARO F., 1984. Flora Officinale d’Abruzzo, Regione Abruzzo, a cura del Centro Servizi Culturali-Chieti.

Selezione del READER’S DIGEST, 1979. Segreti e virtù delle piante medicinali, edito da Selezione Reader’s Digest , Milano

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